PDA

Visualizza versione completa : Alfasud & Sprint


BRT
07-04-2010, 23.18.50
Dati di produzione
Con 1.017.387 unità costruite, l'Alfasud (incluse ti, Sprint e Giardinetta) è una della Alfa Romeo con maggior numero di esemplari prodotti.

Produzione totale Alfasud: 715.170 auto

Produzione totale Alfasud Ti: 185.665 auto

Produzione totale Alfasud Sprint: 116.552 auto


Alfasud
anno 1972 21.057 auto
anno 1973 77.322 auto
anno 1974 71.609 auto
anno 1975 9.432 auto
anno 1976 24 auto
anno 1982 2.279 auto
TOTALE 181.723 auto

Alfasud N
anno 1974 262 auto
anno 1975 12.892 auto
anno 1976 5.720 auto
anno 1977 7.794 auto
anno 1978 10.999 auto
anno 1979 8.754 auto
anno 1980 4.255 auto
anno 1981 2.635 auto
anno 1982 203 auto
TOTALE 53.514 auto

Alfasud L
anno 1975 46.952 auto
anno 1976 57.138 auto
anno 1977 48.286 auto
anno 1978 91 auto
TOTALE 152.467 auto

BRT
07-04-2010, 23.32.12
Alfasud Giardinetta 1.2
anno 1975 1.520 auto
anno 1976 1.139 auto
anno 1977 1.095 auto
anno 1978 45 auto
TOTALE 3.799 auto

Alfasud Giardinetta 1.3 (1286 cm³)
anno 1977 2 auto
anno 1978 643 auto
anno 1979 800 auto
TOTALE 1.445 auto

Alfasud Giardinetta 1.3 (1350 cm³)
anno 1979 393 auto
anno 1980 262 auto
TOTALE 655 auto

Alfasud 1.2
anno 1977 2.863 auto
anno 1978 21.662 auto
anno 1979 25.439 auto
anno 1980 33.500 auto
anno 1981 33.715 auto
anno 1982 12.267 auto
anno 1983 13 auto
TOTALE 129.459 auto

Alfasud 1.2 (3 porte)
anno 1981 4.446 auto
anno 1982 227 auto
TOTALE 4.673 auto

Alfasud 1.2 (5 porte)
anno 1982 13.581 auto
anno 1983 7.002 auto
anno 1984 1 auto
TOTALE 20.584 auto

BRT
07-04-2010, 23.41.32
Alfasud Super 1.3 (1286 cm³)
anno 1977 6.843 auto
anno 1978 21.997 auto
TOTALE 28.840 auto

Alfasud 1.3 (1350 cm³)
anno 1978 6.305 auto
anno 1979 11.652 auto
anno 1980 18.746 auto
anno 1981 13.245 auto
anno 1982 5.560 auto
TOTALE 55.508 auto

Alfasud 1.3 (1350 cm³ 3 porte)
anno 1981 4.272 auto
anno 1982 3.888 auto
anno 1983 494 auto
anno 1984 1 auto
TOTALE 8.655 auto

Alfasud (1350 cm³ 5 porte)
anno 1982 9.910 auto
anno 1983 1.159 auto
TOTALE 11.069 auto

BRT
07-04-2010, 23.48.48
Alfasud 1.5
anno 1978 2.859 auto
anno 1979 16.543 auto
anno 1980 15.035 auto
anno 1981 10.029 auto
anno 1982 2.634 auto
TOTALE 47.100 auto

Alfasud 1.5 (3 porte)
anno 1981 4.182 auto
anno 1982 1.453 auto
anno 1983 160 auto
TOTALE 5.795 auto

Alfasud 1.5 Quadrifoglio Oro
anno 1982 9.768 auto
anno 1983 2.026 auto
TOTALE 11.794 auto

BRT
08-04-2010, 00.01.42
Alfasud ti 1.2
anno 1973 1.575 auto
anno 1974 28.159 auto
anno 1975 21.884 auto
anno 1976 26.748 auto
anno 1977 10.361 auto
TOTALE 88.727 auto

Alfasud ti 1.3 (1286 cm³)
anno 1977 9.000 auto
anno 1978 6.068 auto
TOTALE 15.068 auto

Alfasud ti 1.3 (1350 cm³)
anno 1978 4.129 auto
anno 1979 4.864 auto
anno 1980 3.578 auto
anno 1981 802 auto
TOTALE 13.373 auto

Alfasud Ti 1.3 (1350 cm³ 3 porte)
anno 1981 2.808 auto
anno 1982 2.028 auto
anno 1983 1.338 auto
anno 1984 14 auto
TOTALE 6.188 auto

Alfasud ti 1.5
anno 1978 11.459 auto
anno 1979 15.848 auto
anno 1980 8.804 auto
anno 1981 2.722 auto
TOTALE 38.833 auto

Alfasud Ti 1.5 (3 porte)
anno 1981 7.714 auto
anno 1982 6.564 auto
anno 1983 8 auto
anno 1984 97 auto
TOTALE 14.383 auto

Alfasud Ti 1.5 Quadrifoglio Verde
anno 1982 2.798 auto
anno 1983 6.295 auto
TOTALE 9.093 auto

BRT
08-04-2010, 00.09.14
Alfasud Sprint 1.3 (1286 cm³)
anno 1976 2.192 auto
anno 1977 12.046 auto
anno 1978 4.118 auto
TOTALE 18.356 auto

Alfasud Sprint 1.3 (1350 cm³)
anno 1978 1.164 auto
anno 1979 1.675 auto
TOTALE 2.839 auto

Alfasud Sprint Veloce 1.3
anno 1980 2.000 auto
anno 1981 1.060 auto
anno 1982 741 auto
TOTALE 3.801 auto

Alfasud Sprint 1.5
anno 1978 14.414 auto
anno 1979 11.287 auto
anno 1980 122 auto
TOTALE 25.823 auto

Alfasud Sprint Veloce 1.5
anno 1980 13.854 auto
anno 1981 9.849 auto
anno 1982 10.296 auto
anno 1983 192 auto
TOTALE 34.191 auto

BRT
08-04-2010, 00.20.04
Sprint 1.3
anno 1983 2.754 auto
anno 1984 535*auto
anno 1985 ? auto
anno 1986 667 auto
anno 1987 450 auto
anno 1988 811 auto
anno 1989 8 auto
TOTALE >5.225 auto

Sprint 1.5
anno 1983 2.049 auto
anno 1984 ? auto
anno 1985 3.063 auto
anno 1986 2.400 auto
TOTALE >7512 auto

Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde
anno 1983 9.695 auto
anno 1984 2010*auto
anno 1885 ? auto
anno 1986 ? auto
anno 1987 ? auto
anno 1988 ? auto
anno 1989 ? auto
TOTALE ? auto

Sprint 1.7 Quadrifoglio Verde
anno 1987 663 auto
anno 1988 4.212 auto
anno 1989 46 auto
TOTALE 4.921 auto

BRT
08-04-2010, 01.26.43
Colori
Sfortunatamente è abbastanza difficile entrare in possesso delle schede colore dell'Alfasud prima serie e Sprint . Inoltre molte delle schede colore disponibili non diedero informazioni sul periodo in cui un colore fu disponibile per ogni singolo modello o per l'intera gamma Alfasud.

Alfasud, ti Giardinetta e ti (serie I)
Rosso Alfa
Rosso Corallo dal 1975
Arancio Capua 1977-78
Bianco Capodimonte
Blu Posillipo
Verde Ischia 1972-74 (non per ti e L)
Giallo Pompei dal 1976
Blu Procida 1972-74
Grigio Vesuvio 1972-74
Grigio Somma dal 1975
Verde Matese dal 1975
Giallo Pozzuoli dal 1976 (non per ti)
Beige Ponza 1972-74
Verde Faito metallizzato dal 1974 (non per Alfasud N)
Beige Cuma metallizzato 1974-77 (non per Alfasud N)
Grigio Nisida metallizzato since 1974 (non per Alfasud N)

Dopo il lancio dell'Alfasud nel 1972 la scelta dei colori fu ridotta. Oltre il classico Rosso Alfa ci furono due tonalità di blue, Blu Procida e Blu Posillipo, Beige Ponza, Verde Ischia, Grigio Vesuvio e Bianco Capodimonte. Tutti i colori tranne il Rosso Alfa avevano i nomi di località italiane. Posillipo è una piccola città sulla costa vicino Napoli; Ponza, Procida e Ischia sono isole situate nel Golfo di Napoli e Capodimonte è una città sul Lago di Bolsena, a nord di Roma. Grigio Vesuvio era il nome del vulcano di Napoli, il Vesuvio. Circa dal 1975 la sceltadei colori diventò più ampia.

Alfasud Super, Giardinetta e ti (serie II)
Bianco Capodimonte (BIOA)
Blu Posillipo (BLOD)
Giallo Pozzuoli (GTAS)
Rosso Corallo (ROAN) non per il mercato italiano
Rosso Alfa (ROAA)
Verde Matese (VMSA) non per il mercato italiano
Giallo Pompei (GPAS)
Bruno Cilento (BNAS)
Grigio Indaco (GRIN) non per il mercato italiano
Verde Pino (VEPI)
Nero (NEAS) non per Giardinetta
Grigio Nisida metallizzato (GMAS) non per Alfasud N e Giardinetta
Marrone Testa di Moro (MTDM) dal 1980 non per Giardinetta
Verde Faito metallizzato (VMAS) non per il mercato italiano, e Alfasud N e Giardinetta

Alfasud e Alfasud Ti (serie III)
Rosso Alfa (ROAA)
Bruno Cilento (BNAS)
Blu Posillipo (BLOD)
Nero (NEAS)
Marrone Testa di Moro (MTDM)
Avorio (AVOO)
Bianco Capodimonte (BIOA)
Grigio Nisida metallizzato (GMAS)
Verde Aqua metallizzato (VAMT) dal 1982
Cuivre metallizzato (RCMT) ab 1982


Con il lancio della serie III nel 1980 Alfa Romeo introdusse una rinnovata gamma di colori. I colori luminosi degli anni 70 sparirono in favore di colori più accettabili. Cambiarono anche i nomi. Adesso il nome del colore descrive da solo il colore. (Ma chi al mondo vorrebbe come nome del colore il nome del colore della testa o del colore della pelle? In Francia fu anche chiamato Tête de négre... ) L'Alfasud 1.5 QO / GCL fu offerta con tre differenti toni di vernice metallizzata come equipaggiamento standard: Grigio Nisida, Verde Aqua e Cuivre (rame). Qualche QO fu inoltre venduta nel colore Rosso Alfa.

L'Alfasud Ti 1.5 QV fu disponibile solamente in pochissimi colori: Rosso Alfa, Nero e come optional in Grigio Nisida metallizzato. Questo è l'inizio di una tradizione. Il top di gamma di un modello, da questo momento in poi, fu disponibile solo in tre colori. (ricordiamo l'ARNA 1.3 Ti e la 164 3.0 V6 QV). L'Alfasud Ti 1.3 fu disponibile nei colori metallizzati dell'Alfasud 1.5 QO dal 1982 in poi.

Alfasud Sprint serie I / II
Bianco Capodimonte (BIOA)
Blu Posillipo (BLOD)
Giallo Pozzuoli (GTAS)
Rosso Corallo (ROAN) non per il mercato italiano
Rosso Alfa (ROAA)
Verde Matese (VMSA) non per il mercato italiano
Giallo Pompei (GPAS)
Bruno Cilento (BNAS)
Grigio Indaco (GRIN) non per il mercato italiano
Verde Pino (VEPI)
Nero (NEAS)
Avorio (AVOO) dal 1980
Verde Faito metallizzato (VMAS) non per il mercato italiano
Grigio Nisida metallizzato (GMAS)

Sprint series III
Rosso Alfa (ROAA)
Nero (NEAS)
Bianco Capodimonte (BIOA) fino al 1986
Avorio (AVOO) nur Sprint 1.3 fino al 1986
Marone Testa di Moro (MTDM) solo Sprint 1.3 fino al 1986
Grigio Nisida metallizzato (GMAS) till 1986
Verde Aqua metallizzato (VAMT) nur Sprint 1.3 fino al 1986
Cuivre metallizzato (RCMT) solo Sprint 1.3 fino al 1986
Bianco Argento metallizzato (BGMT) dal 1987


Gli aquirenti della Sprint 1.5 QV poterono solo scegliere tra i colori Rosso Alfa, Bianco Capodimonte, Nero e Grigio Nisida metallizzato mentre la Sprint 1.3 era disponibile in ulteriori colori metallizzati (a cominciare dalla gamma colori dell'Alfasud serie III) all'inizio della sua carriera.

Con il lancio della Sprint 1.7 QV tre colori rimasero in gamma: Rosso Alfa, Nero e il nuovo colore Bianco Argento metallizzato.

Chiedo scusa per eventuali errori. questi dati li ho presi dal sito di un club di Alfasud francese.. il tutto era scritto in inglese, io mi sono limitato a tradurlo in italiano e a cercare di impaginarlo nel miglior modo possibile.
-ciao--ciao-

BRT
08-04-2010, 11.42.18
Da Wikipedia

Verso la fine degli anni sessanta, l'Alfa Romeo, che da tempo sperimentava la trazione anteriore (prototipo 103), decise di ampliare la sua gamma verso il basso per fronteggiare il notevole successo dei modelli di altre case dotate di una soluzione simile, come, ad esempio, Austin 1100, Fiat 128 e Lancia Fulvia.
La vettura assunse anche un ruolo sociale. Lo Stato Italiano, proprietario della Casa del biscione, decise di creare, per favorire l'occupazione delle regioni del Sud Italia, un nuovo stabilimento a Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli, per assemblare il nuovo modello.
Nel 1967 iniziò, contemporaneamente, la progettazione dello stabilimento e del nuovo modello, entrambe sotto la responsabilità tecnica dall'ingegnere Rudolf Hruska, uno dei più importanti tecnici della scena internazionale, già "braccio destro" di Ferdinand Porsche e consulente Fiat, Simca, Cisitalia e Abarth. La sagomatura della carrozzeria, invece, venne congiuntamente affidata alla neonata Italdesign di Giorgetto Giugiaro e a Carlo Felice Bianchi Anderloni.
La gestione dell'operazione, capitanata da Hruska, fu resa completamente autonoma attraverso la creazione di Alfasud S.p.A. (con sede a Pomigliano d'Arco) che operava, nel completamento dello stabilimento e nella progettazione del nuovo modello, in maniera formalmente indipendente dalla cosiddetta "Alfanord" di Arese.
L'Alfasud venne presentata nel 1971 al salone dell'automobile di Torino. Si trattava di una berlina a due volumi con coda fastback e quattro porte (il portellone posteriore arrivò solo nel 1982), caratterizzata da soluzioni meccaniche "evolute": trazione anteriore, motore 4 cilindri boxer, freni a disco su tutte le ruote, retrotreno a ponte rigido con parallelogramma di Watt e avantreno MacPherson.
Discreto il Cx di 0,40, ma non eccezionale se paragonato allo 0,30 della concorrente Citroen GS del 1970 o allo 0,34 della Giulia del 1962.

La prima serie (1972-77)
Gli interni erano di impostazione sportiveggiante, ma la qualità dei materiali e dell'assemblaggio erano giudicati modesti. Le finiture spartane (pavimento in gomma, sedili in skai, plastiche della plancia economiche) erano parzialmente compensate dalla dotazione di buon livello (volante e sedile di guida regolabili in altezza e posizione, moderno impianto di ventilazione). Mancavano tuttavia il contagiri ed il servofreno.

Un’Alfasud prima serie Giardinetta vista dal frontale, modificato con i doppi fari, i rostri ai paraurti e lo spoiler della TiL'Alfasud portò al debutto il nuovo Motore boxer Alfa Romeo (soluzione che permise a Giugiaro di disegnare un frontale molto basso e sfuggente) raffreddato ad acqua di 1186cc. Non forniva prestazioni esaltanti coi suoi 63cv a 6000 giri, ma era pronto e disponibile nel salire di giri e, abbinato ad un cambio manuale a 4 marce, consentiva alla nuova Alfa Romeo di toccare i 153 km/h.

La commercializzazione della berlina a 4 porte iniziò nel 1972 ad un prezzo di 1.420.000 lire. Il successo fu buono, soprattutto per il comportamento stradale, ma la vettura tuttavia soffriva di grossi problemi qualitativi che ne rallentarono la diffusione. La carrozzeria presentava dopo pochissimo tempo (qualche mese nei paesi del Nord Europa) evidenti tracce di ruggine che aggredivano i parafanghi anteriori e gli archi interni delle ruote, formandosi persino sui pannelli centrali, e la qualità costruttiva generale lasciava, visto il prezzo, parecchio a desiderare. L'assenza di servofreno (aggiunto solo nel 1973) e contagiri furono giudicate gravi dagli Alfisti, che mal digerirono anche la trazione anteriore. Nel 1974 l'arrivo della Alfasud L, con allestimento più ricco (sedili in panno, pavimento in moquette, appoggiatesta anteriori, rostri ai paraurti, profili cromati ai finestrini, finiture più curate) e motore migliorato nell'erogazione di coppia (9 kgm a 3200 giri anziché 8,5 a 3500) mitigò le critiche a finiture e dotazioni. Dal 1975 la L adottò il cambio a 5 marce, cambiando nome in Alfasud 5m.

Nel 1973 arrivò la versione Alfasud Ti a 2 porte, con allestimento sportivo. Le differenze, oltre al numero di porte, riguardavano:

Nuovi gruppi ottici a quattro proiettori circolari
Indicatori di direzione anteriori sui paraurti anteriori
Rostri ai paraurti
Cerchi specifici (in lamiera) e pneumatici maggiorati
Spoiler anteriore (sotto al paraurti) e alettone perimetrale posteriore nero (che riducono il CX a 0,39)
Tergicristalli, montante centrale e griglie di sfogo nere.
L'interno era più curato grazie ai nuovi sedili sportivi con fascia centrale in tessuto e fianchetti in skai, ai poggiatesta anteriori, al volante a tre razze, alla moquette sul pavimento ed alla dotazione che comprendeva finalmente il contagiri, il manometro dell'olio e il termometro dell'acqua. Dal punto di vista tecnico si segnalavano il motore potenziato a 68cv (grazie ai nuovi alberi a camme), il cambio a 5 marce ed il servofreno. Nel 1976 la cilindrata del motore aumentò a 1286cc e la potenza passò a 75cv.

Nel 1975 debuttò la versione station wagon a 3 porte denominata Giardinetta. L'allestimento era quello della berlina standard, ma il motore adottava le specifiche della L. La linea poco riuscita ne limitò notevolmente il successo.

Prima serie restyling (1977-80)
Nel 1977 alcuni piccoli ritocchi (nuovi paraurti con fascia in gomma, mascherina rivista, griglie di sfogo nere, biscioni sui montanti posteriori) diedero vita ad una nuova gamma. Alla base rimase la versione 1200 da 63cv con cambio a 4 marce (ora denominata Alfasud N), mentre ad un livello superiore rimase l'Alfasud 5m. Al top della gamma debuttarono le Alfasud Super, con finiture più curate, cambio a 5 marce e motore 1200 da 63cv o 1300 da 68cv.

La Giardinetta, ritoccata nel '77 come la berlina, conservò l'allestimento base, ma adottò il motore di 1286cc da 68cv abbinato al cambio a 5 marce. Anche la versione a 2 porte Ti, venne aggiornata (nuovi paraurti con fascia in gomma, nuovo alettone posteriori, nuovi codolini passaruota neri, nuovi rivestimenti interni). Invariato il motore 1300 da 76cv. Nel 1978 la cilindrata del 1300 passò, per tutte le versioni, da 1286 a 1351cc e la potenza crebbe a 71cv. Contemporaneamente, sulle Ti, il boxer 1300 venne affiancato da una versione di cubatura maggiorata a 1490cc da 84cv.

La seconda serie (1980-84)
Nel 1980 un restyling più profondo cambiò il frontale (mascherina e gruppi ottici), la coda (nuovo cofano bagagli, luci più estese), i paraurti (in plastica nera), cornici e gocciolatoi (neri) e gli interni (completamente nuovi). La gamma comprendeva:

Alfasud 1.2 4m (con motore da 63cv e cambio a 4 marce)
Alfasud 1.2 5m (con motore da 68cv e cambio a 5 marce)
Alfasud 1.3 (con motore da 79cv)
Alfasud 1.5 (con motore da 84cv)

La versione base 1.2 4m era riconoscibile per i paraurti più sottili, l'assenza di bande protettive laterali e la dotazione ridotta all'osso. Non venne più riproposta la poco gradita Giardinetta.
Nel 1982 arrivò finalmente il portellone posteriore per le versioni 5 porte SC. Alla base rimase la S a 4 porte, mentre il top di gamma era rappresentato dalla 1.5 5porte Quadrifoglio Oro, con motore 1500 bicarburatore da 95cv e finiture curate (interno in velluto, volante in legno, mascherina argento metallizzato). La gamma '82 comprendeva:

Alfasud 1.2 4p S (con cambio a 4 marce e motore da 63cv)
Alfasud 1.2 4p/5p SC (con cambio a 5 marce e motore da 68cv)
Alfasud 1.3 4p/5p SC (con motore da 79cv)
Alfasud 1.5 5p Quadrifoglio Oro (con motore da 95cv).

Nel 1980 anche le Ti vennero aggiornate, sulle tracce della berlina 4 porte. Potenziati (grazie all'alimentazione bicarburatore) i motori di 1351cc (86cv) e 1490cc (95cv).
Nel 1981 le Ti abbandonarono la configurazione a 2 porte per adottare quella a 3 porte, grazie al portellone posteriore. Furono le prime Alfasud ad adottarlo. Nello stesso anno arrivò la versione 4p Valentino firmata, con colorazione bordeaux metallizzata e nera, cerchi color oro, interni in velluto nero, volante in legno. Il motore era il 1200 da 68cv.
Nel 1982 la 1.5 Ti, lasciò il posto alla più potente (105cv) 1.5 Ti Quadrifoglio Verde, riconoscibile per i cerchi in lega, le bandelle sottoporta e i sedili più sportivi. Inoltre entrò in listino la versione, la 4p Junior, con una dotazione di serie essenziale e solo con motore 1.2 da 68v e cambio a 5 marce.

BRT
08-04-2010, 11.42.40
L'Alfasud Sprint
Benché la moda delle coupé volgesse al termine, nel 1976 l'Alfa Romeo decise di lanciare l'Alfasud Sprint, una coupé a 4 posti con carrozzeria fastback e portellone posteriore. Disegnata da Giugiaro e fortemente ispirata alla Alfetta GT, era una vettura riuscita.
Il motore era il boxer di 1286cc da 76cv, brillante ma non potentissimo. Il prezzo elevato e la qualità mediocre limitarono il successo. Nel 1978 la gamma venne ampliata con l'introduzione delle versioni Veloce 1.3 e Veloce 1.5, mosse dalle versioni bicarburatore dei boxer di 1351cc (86cv) e 1490cc (95cv). Alla base rimase la versione 1.3 con motore 1351 monocarburatore da 79cv. Nel 1983 un restyling (nuovi paraurti in plastica, nuova mascherina, nuovi gruppi ottici posteriori, nuovi massicci fascioni laterali, verniciatura in nero di tutte le parti prima cromate e nuovi interni) diede vita alla seconda serie, denominata semplicemente Sprint (senza più Alfasud). Due le versioni disponibili: la 1.3 (1351cc, 86cv) e la 1.5 Quadrifoglio Verde (1490cc, 105cv). Quest'ultima era riconoscibile per i filetti verdi su paraurti e fascioni ed i sedili sportivi con poggiatesta traforati. Nel 1986 la linea venne alleggerita, grazie all'eliminazione dei fascioni laterali e ad alcune modifiche ai paraurti. La cilindrata della Quadrifoglio Verde (che adottò un piccolo alettone posteriore in tinta) crebbe da 1490 a 1712cc (114cv).

La fine
Nel 1983 venne presentata l'Alfa Romeo 33 destinata a sostituire l'Alfasud nel 1984. Sopravvisse solo la Sprint che continuò la sua carriera fino al 1988.

BRT
08-04-2010, 14.37.09
Prototipi e modelli speciali

- serie I

Alfasud Corsa 7 e Tour d'Europe II

Alfasud Corsa 7
La Corsa 7 fu presentata al pubblico durante il 47° Salone dell'Auto (IAA) di Francoforte. La base fu l'Alfasud L che fu trasformata in una sportiva streetracer.
Disponeva di cambio a 5 marce, contagiri, volante in pelle, Fari alogeni, parafanghi allargati, spoiler posteriore e la presa d'aria anteriore dell'Alfasud ti.
La Corsa 7 aveva enormi pneumatici 205/60 su cerchi in lega leggera e può essere facilmente riconosciuta dalle strisce laterali e il logo "Alfasud Corsa 7" sulle minigonne.
I primi acquirenti ritirarono le loro auto nel Novembre 1977. Fu prodotta in serie limitata di soli 1000 pezzi . Prezzo: 13.490 DM. (Germania)

Alfasud Tour d'Europe II
La Tour d' Europe II fu anch'essa una serie limitata basata sull'Alfasud L. Ne furono costruite un migliaio di unità. La presa d'aria della versione ti, spoiler posteriore, il logo e le strisce lungo sulle minigonne furono i proncipali segni distintivi del modello.
L'insieme fu completato da una striscia lungo i lati della vettura, fari alogeni, contagiri, cambio a 5 marce, parafanghi e cerchi in lega specifici. La Tour d' Europe II fu presentata insieme alla Corsa 7 durante il 47° Salone dell'Auto (IAA) di Francoforte e fu disponibile dal Novembre 1977 . Prezzo: 11.990 DM. (in Germania)

Alfasud Corsa 8
La Corsa 8 è stata una edizione speciale costruita dall'importatore tedesco Alfa Romeo di Francoforte. Ne furono costruite 1000 unità nel 1978 sulla base della solita Alfasud 5m.
L'Alfasud 5m fu trasformata in una "Corsa 8" aggiungendo pneumatici 205/60 da 13 "ruote in lega Ronal A1, estensioni passaruota in plastica, uno spolier posteriore e il volante dedicato.

BRT
08-04-2010, 15.13.44
Prototipi e modelli speciali

- serie II

Edizione speciale Alfasud TI 1,5 106 CV
Quando gli Alfisti leggono "106 CV" molti pensano che questo si tratti di un errore. La maggior parte delle persone conosce solo la versione 105 CV del motore boxer 1,5 litri che è stato utilizzato nel Ti 1,5 QV. Ma c'era una versione 106 CV. L'Alfasud TI 106 CV 1,5 Sondermodell era una edizione speciale che è stata prodotta esclusivamente per il mercato tedesco nel 1979.
Dopo che molti potenziali acquirenti optarono per una Volkswagen Golf GTI (che offriva 110 CV) perché credevano che gli 83 CV del 1.5 della versione TI fossero troppo pochi, Dieter Gleich chiese ad Alfa Romeo Germania di poter mettere le mani suii soliti 1979 Alfasud TI 1.5. Dieter Gleich è ed era un noto preparatore Alfa in Germania, che ha iniziato la sua attività in proprio a Mönchengladbach / Reydt nel 1969. Così Gleich ha optato per classico tuning: prese d'aria più grandi, alberi a camme speciali e un nuovo paio di carburatori Weber IDF 40 twin-starter downdraft sono stati sufficienti a portare il motore fino a 110 CV.
106 CV a 6300 giri / min sono stati garantiti. La coppia è stata aumentata a 130 Nm (13,3 kpm) a 4400 giri / min. Quindi la TI potrebbe raggiungere più di 185 km / h - per alcuni sarebbe stato in grado di fare 192 km / h. Per mantenere bassi i costi, il rapporto di trasmissione rimase quello di serie. Sulle "Autobahnen" (autostrade) tedesche, dove si poteva guidare veloce come si voleva (nel 1970), questo era un vero problema perché si rischiava sempre un eccesso di giri il motore. A causa di questo, fu installato un limitatore di rotazione, anche per assicurare una maggiore durata del motore. La stessa macchina è rimasta invariata. Né l'attrezzatura di serie, né i dettagli tecnici sono stati toccati. Solo le gomme erano cambiate: i modelli Gleich-ti, montavano cerchi da 13'' con pneumatici 160/70 HR ''. C'era anche una Alfasud Sprint in allestimento speciale Editon Gleich venduta dai concessionari tedeschi Alfa Romeo. Questa Alfasud Sprint fu testata dalla popolare rivista tedesca "auto-motor und sport" nel numero 13/1979. Durante il loro test hanno misurato un consumo medio di carburante di 13,2 litri per 100 km (la 1,5 TI di serie aveva consumato 11,5 litri)

Alfasud Sprint 1.5 (83 CV) Alfasud Sprint (106 CV)
0-60 km / h 4,8 sec 4,3 sec
0-80 km / h 7,6 sec 6,5 sec
0-100 km / h 11,4 sec 9,4 sec
0-120 km / h 16,7 sec 13,1 sec
0-140 km / h 24,7 sec 18,8 sec
0-160 km / h 42,7 sec 27,3 sec
1km da fermo 33,1 sec 30,8 sec

Altre fonti parlavano di un consumo tra 11,5 e 12,6 litri. Le prove di accelerazione mostrarono i seguenti risultati: Durante la prova, auto-motor und sport ha scoperto che la Sprint Gleich, con la sua maggiore potenza, raggiunse i limiti della sospensione di serie. La TI era venduta a 16,300 DM, la Sprint costava 18,900 DM. Una Volkswagen Scirocco GTI con 110 CV costava 18,110 DM. Quando l'auto-und Motor Sport testò la Sprint, Alfa Romeo Germania prevedette di vendere un numero totale di 500 unità. Nel maggio 1979 l'Alfasud Sprint Veloce 1,5 (1410 DM in meno di una Sprint Gleich) entrò in listino sul mercato tedesco, così che la versione Gleich divenne meno richiesta e, infine, scomparve.

L'edizione speciale inglese Alfasud Ti S
L'Alfasud Ti S fu un'edizione speciale per il mercato Britannico.

Basata sulla seconda serie dell'Alfasud ti. Per renderle il look più moderno, furono installati i paraurti, lo spoiler posteriore e la griglia della terza series dell'Alfasud Ti. Gli interni dell'Alfasud TiS rimasero immutati.

Presumibilmente solo poche TiS furono costruite per mantenere la serie II Alfasud TI attraente mentre la Gran Bretagna aspettava la versione con guida a destra della nuova Alfasud Ti terza serie (che per inciso è stato montato su tutte il cruscotto della vecchia serie II). La Ti-S fu disponibile solo con il motore 1.5 litri 85 CV.

BRT
09-04-2010, 00.50.43
Prototipi e modelli speciali

- serie III

Alfasud 1,5 TIX
L'Alfasud 1,5 Tix è stata una Edtione speciale della solita Alfasud Ti 1.5. E 'stata venduta solo in Gran Bretagna e dotata di alcuni equipaggiamenti extra come il tetto apribile in vetro "sunshine", lo specchietto retrovisore sinistro e fendinebbia.
La griglia in tinta con la carrozzeria e specchi facevano anche parte del pacchetto di accessori Tix.
Sullo spoiler c'era una striscia grigio-argento con la scritta "Alfa Romeo", nella sua configurazione classica.


Alfasud Torofino
L'Alfasud Torofino, fu presentata per celebrare la ricorrenza dei 10 anni di Alfasud in Germania. Costava 13,450 DM. Il prezzo era superiore di 2000 DM rispetto alla versione 1.3. Torofino non poteva attirare l'attenzione di un numero maggiore di potenziali acquirenti. Non c'era buona scelta di materiale o colore. "Edizione giublio" con un marrone scuro e avorio sembravano essere solo i colori del corpo. Oltre a ciò, i concessionari Alfa Romeo hanno avuto difficoltà a spiegare perché i compratori devono pagare 2000 DM in più per un normale 1.3. LA Torofino è stata venduta solo con il motore 1.3 litri. La Torofino aveva come equipaggiamento di serie i cerchi in lega.

Alfasud Junior
L'Alfasud junior era un'edizione speciale presentata al Salone di Torino nel 1982. Era rivolta ai giovani che non potevano ancora permettersi un'Alfa Romeo ed è stato venduto in diversi mercati europei.
Vennero costruite due versioni: in Italia i concessionari Alfa Romeo offrirono l'Alfasud Junior col 1.2 da 63 cavalli con il vecchio corpo a quattro porte e un cambio a cinque velocità. (Presumibilmente alcuni Junior 1,2 hanno avuto anche il motore di 68 CV, che un tempo era usato sulla Alfasud TI I). In Germania, l'Alfasud 1.2 serie III non era mai stata ufficialmente proposta e così, i concessionari tedeschi, proposero l'edizione speciale Junior come Alfasud Junior 1.3. La versione tedesca fu una vettura a quattro porte con un cambio a cinque marce.
Per mantenere il prezzo allettante, la Junior era una macchina abbastanza poco attrezzata - rispetto alle altre versioni Alfasud. In Italia venne proposta senza poggiatesta anteriori, orologio digitale, vetro colorato e bracciolo posteriore ed è stata venduta con pneumatici 145 SR 13 anziché 165/70 SR 13 che sono stati montati su tutte le altre Alfasud di quel tempo. Tutte le Juniors che sono state esportate in Germania sono state consegnate con la testa abbassata perché il legislatore tedesco lo richiedeva. La Junior era facilmente riconoscibile per le sue speciali strisce colorate rosse / arancio / gialle lungo le fiancate.
L'Alfasud Junior 1.3 per il mercato tedesco è stata limitata a un migliaio di unità. Poteva essere scelta tra tre colori di carrozzeria: bianco, ebano e un marrone scuro. Ogni colore ha un proprio design speciale per le strisce. I rivenditori Alfa offrirono la Junior a 13,490 DM - 2.000 DM meno di una normale Alfasud 1.3 quattro porte (secondo il listino prezzi del 15 Maggio 1982). Persone che volevano comprare una Junior marrone la dovevano pagare 13,990 DM perché il colore marrone è stato accoppiato con tre extra: ruote in lega leggera da 13'' (il cui design non è stato gradito da tutti), con la serratura per il tappo del serbatoio e uno specchio esterno destro.
In Italia Alfasud Junior 1,2 era venduta per 8.108.000 Lire. 6000 Junior 1,2 lasciarono lo stabilimento Alfasud. 4.500 di loro sono state vendute in Italia. Non è chiaro se le 1000 unità della Junior 1.3 sono incluse in questo numero o meno.

BRT
10-04-2010, 13.55.31
Alfasud Valentino

L'Alfasud Valentino è stata un'edtione speciale che è stata presentato nel 1980. E 'stata destinata ad una clientela femminile. Lo stilista italiano Valentino Garavani ha dato il suo nome a questa elegante Alfasud. Ogni acquirente della Valentino ottenuto una borsa appositamente progettata e disegnata da Valentino, che corrisponde allo stile dell' auto. Vernice bronzo metallizzato, fianco a strisce e il tetto ricoperto di vinile nero ha cambiato l'aspetto dell'Alfasud di serie in modo da farla sembrare più piatta. I cerchi in acciaio furono verniciati in oro metallizzato.

Conducente e passeggeri sedevano su sedili in velluto nero coperti con piping rosso. Il conducente sterzava con un volante in legno, l'Alfa Romeo costruì una versione 1.2 litri con un cambio a cinque marce che è stata venduta esclusivamente sul mercato italiano. La Valentino venne in seguito venduta anche nelle versioni con motore 1.3 e una versione di 1,5 litri (1982). Le Valentino con i due motori più potenti erano destinate anche ad essere esportate in altri paesi come la Germania. Il 1,5 litri sviluppava 86 CV.

3.989 unità del Valentino lasciarono lo stabilimento di Pomigliano di Arco. Furono costruite 2199 1,2 litri (tutte per il mercato italiano), 898 unità con motore 1.351 cm ³ e 872 auto con i più potenti 1,5 litri.

Alfasud Ti 1.5 All-White
L Alfasud Ti 1.5 All-White è stata un'edizione speciale per il mercato tedesco lanciata nel 1982. Un numero limitato di 500 unità è stata costruita sulla base di una Alfasud Ti 1.5 con portellone. Le macchine, già costruite sono state modificate dall'importatore Alfa Romeo tedesco a Francoforte.

L'edizione All-White speciale costava 1,300 DM (circa 650 euro) più del solito Ti 1.5 con 95 CV e ha offerto alcuni altri accessori come l'AW-Delta-kit (comprese le estensioni passaruota e relativi paraurti, L'apposito spoiler, un ulteriore spoiler posteriore montato sul tetto) e lo specchio lato destro. Cerchi in lega leggera Ronal A1 da 14" con pneumatici 185/60 HR 14 completavano il pacchetto.

BRT
10-04-2010, 14.11.50
Alfasud Sprint 1.5 Veloce plus
L'Alfasud Sprint Veloce 1,5 "Plus" è stata un'Edzione limitata del 1981 della serie Sprint Veloce 1,5 che è stata dotata di determinate caratteristiche. Dall'esterno potrebbe essere riconosciuta per la sua pittura bronzo metallico. Minigonne speciali in colore argento metallico lungo i lati della vettura e strisce argento metallico sul lato esterno coperchio con la scritta "Plus". In aggiunta a ciò, la serie speciale Plus offriva anche cerchi in lega in colore carrozzeria. Un altro extra erano i finestrini oscurati sunprotecting. L'interno offriva il volante e leva del cambio in legno e un orologio digitale. Speciali tessuti in velluto beige per i sedili (gli stessi che in GTV 6 2.5) furono un'altra caratteristica. Ogni acquirente della vettura era in grado di leggere il numero limitato della vettura su una piccola placchetta all'interno della vettura. L'allestimento Plus fu disponibile solo in bronzo metallico. Ne furono prodotte 2000 unità. 700 di esse furono destinate al mercato interno italiano.

Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo
L'Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo è stata una edizione speciale lanciata nel 1982. Si chiamava Trofeo al fine di dimostrare la stretta relazione tra una Alfasud Sprint di serie e le vetture Trofeo utilizzate nel Trofeo Sprint.
In Germania, Alfa Romeo pubblicizzò il Trofeo con le seguenti parole "fahren Wer den volontà, muss schnell schalten: ALFA ROMEO Sprint, Trofeo '", che significa: "Quello che vuole guidare deve essere veloce ...". Furono solo 200 le auto riservate ai clienti tedeschi.
La differenza visiva più importante tra la Trofeo e le altre Alfasud Sprint fu il solito colore grigio argento metallizzato della carrozzeria con una striscia Blu Scuro lungo la linea di cintura. Nella parte posteriore della vettura, questa striscia lascia a nudo la parola "Trofeo" al suo interno. Oltre al colore speciale la Trofeo montava anche cerchi in lega bicolore (con un centro grigio scuro e un anello d'argento intorno) - così come quelli della edizione speciale Plus.
L'interno è stato dotato di speciali fodere grigio Tweed, che dovevano distinguerla dalle solite sprint. Sul coperchio del vano portaoggetti, c'era un badge Trofeo. L'unico motore disponibile era da 1,5 litri 95 CV, la versione che ha spinto la corsa Sprint oltre 175 km / h. 19,290 DM era il prezzo di una Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo.

Alfasud Sprint Speciale
La Sprint Speciale è un'edizione speciale dell'Alfasud Sprint Veloce 1.5 95 CV che è stata venduto nel Regno Unito nel 1983. Presumibilmente l'edizione Speciale è stata limitata a 250 unità. Come l'Alfasud TI S è un misto della II e III serie.
I paraurti in plastica, ad esempio, sono quelli di una Alfasud Ti terza serie. L'allestimento Speciale aveva una mascherina in tinta con la carrozzeria con due strisce orizzontali (anch'esse in tinta) e uno spoiler posteriore in gomma nera. C'è una striscia grigio-argento lungo le fiancate e anche i montanti erano in grigio-argento - due dettagli che ricordano l'aspetto della Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo. I cerchi in lega da 13", inoltre, non possono nascondere una certa somiglianza con quelli del Trofeo '- hanno un centro di grigio scuro e ai bordi un cerchio d'argento. Poi la Speciale aveva speciali modanature sottoporta in plastica.
L'interno è dotato di tweed grigio lucido e tappezzeria Texalfa. Inoltre era presente una radio Pinoeer KP5400 con due altoparlanti. I finestrini color bronzo e un tetto rimovibile permettevano di mantenere le temperature basse degli interni. Sulla plancia c'è una piccola targhetta che mostra il numero di auto prodotte.
La Sprint Speciale era disponibile in rosso Alfa, nero Romano, avorio Ionio, verde Messina (metallizzato) e argento ligure (metallizzato).

BRT
11-04-2010, 13.27.45
Edizione speciale francese Sprint Grand Prix
Nel 1986 l'importatore Alfa Romeo francese propose un'edizione speciale della Sprint 1.5 QV chiamata Grand Prix. Rispetto all'edizione speciale tedesca con lo stesso nome ci furono alcune differenze. La versione francese non aveva le piccole estensioni dei passaruota in plastica e lo spoiler posteriore nero. Come la versione tedesca, francese Sprint Grand Prix fu stata venduta con paraurti e fasce di protezione laterali in tinta. In contrasto con la Grand Prix tedesca, la griglia del radiatore è stata mantenuta di colore nero. I montanti anteriori, i lati del tetto e ai lati del portellone posteriore sono stati abbelliti con adesivi di colore nero. Sulla fascia nera del portellone posteriore vi era un badge "Grand Prix" ed un logo blu-rosso-bianco tipo bandiera che ricordava il Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo. Poi c'è stata una differenza tecnica tra versione tedesca e la versione speciale Grand Prix della Sprint: La versione Grand Prix tedesca era ancora basata sul pianale della Alfasud ( freni a disco anteriori e freni posteriori a disco), mentre il Gran Premio di Francia già su pianale Alfa 33 freni a disco anteriori e tamburi posteriori).
Gli interni della Sprint Grand Prix francese differivano da quelli della Sprint 1,5 QV normale. I sedili e pannelli delle porte sono già quelli della Sprint 1.7 QV (che è stata lanciata un anno più tardi). Solo la plancia è rimasta la stessa. Era nera (come nella Sprint QV 1,5), mentre il 1,7 Sprint QV aveva un cruscotto grigio.

Edizione speciale tedesca Sprint Grand Prix
La Sprint Grand Prix è stata un'edizione speciale che è stata creato dall'importatore Alfa Romeo tedesco sulla base della Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde, che è stata commercializzata in Germania nel 1984.
I funzionari Alfa Romeo tedeschi realizzarono la versione Grand Prix al fine di ridurre le scorte di Sprint 1,5 qv che si trovavano a Francoforte, in quel momento. La produzione delle Sprint Grand Prix venne limitata a un centinaio di unità. Costava 23,990 DM.
Oltre alla solita dotazione delle Sprint 1,5 QV, la Grand Prix offriva speciali estensioni passaruota in plastica e specchio destro. Tutte le parti in plastica sono state colorate nel colore vettura. Della dotazione faceva parte anche lo spolier posteriore, un badge Gran Premio sul retro e i tappetini.
I potenziali acquirenti poterono ordinare le loro Grand Prix nei colori rosso, nero, bianco e argento metallizzato (optional). Le sprint di colore rosso e nero avevano strisce grigio metallizzato lungo i lati e sui paraurti. Le sprint di colore Bianco e argento metallizzato avevano strisce nere.
L'interno è rimasto invariato (sedili neri con piccoli punti verdi).

BRT
12-04-2010, 00.02.19
Edizione speciale svizzera Sprint Grand Prix
Nel 1986 l'importatore Alfa Romeo svizzero Alfa Romeo Svizzera SA (con sede a Agno, sulla riva del lago di Lugano) ha lanciato un'edizione speciale sulla base della Sprint 1.5 Quadrifoglio Verde 105 cv. Come la versione tedesca e quella francese, fu chiamata "Grand Prix". La vettura è stata presentata al pubblico al Salone Mondiale dell'Automobile di Ginevra nel 1986.
Rispetto al 1,5 Sprint QV, la Grand Prix ha tre differenze: il paraurti e i pannelli laterali in plastica sono in tinta carrozzeria, la carrozzeria è stata decorata con una speciale striscia e l'interno è stato dotato di un rivestimento in velluto speciale. Come l'edizione Grand Prix francese, la Sprint Grand Prix svizzera era basata sul pianale della Alfa 33.
Nel 1986 una normale Sprint 1,5 QV costava 18.650,00 franchi svizzeri. La versione Grand Prix era venduta a 19.250,00 SFR. L'unico optional disponibile per la Sprint Grand Prix era la vernice metallizzata che costava 250,00 SFR.
A quel tempo, in Svizzera i funzionari stavano pensando a più severi standard di emissione per le autovetture nuove. Al fine di anticipare la nuova legge, Alfa Romeo Svizzera ha offerto tutte le versioni Sprint con un catalizzatore opzionale da ottobre 1986.

Sprint Balocco
La Sprint Balocco è stata un'edizione speciale che fu costruito presumibilmente solo per il mercato francese. Essa era basata sulla Sprint QV con 105 CV e offriva un soft-top, uno spoiler posteriore e qualche decorazione speciale in bianco e nero sia all'esterno che all'interno (tessuti). Un'altra caratteristica è stata la personalizzazione con volante in pelle e la mascherina bianca.

Sprint 1,5 QV Salon de Genève 1986
La Sprint "Special Salon de Geneve 1986" era un'edizione speciale della Sprint 1,5 QV che è stata venduta in Svizzera nel 1986. Era molto simile all' Alfasud Sprint Veloce 1,5 Trofeo. Alcuni particolari (ad esempio paraurti) erano della serie III. La carrozzeria era verniciata in grigio metallizzato con una banda grigia su ogni lato. Quelle strisce riportavano il logo "Salon de Genève" sulla loro estremità posteriore.
L'interno era dotato di tessuti in velluto, che sono stati utilizzati anche sulla GTV6. Al posto del volante in pelle della Sprint 1,5 QV, la Salon de Genève aveva il volante di legno dell'Alfasud 1,5 QO. Un tettuccio apribile elettrico manteneva il fresco nelle calde giornate estive. Non si è a conoscenza di quante "Sprint Salon de Genève" siano state prodotte.

BRT
12-04-2010, 00.47.27
I PROTOTIPI SU BASE ALFASUD

Alfasud Caimano
l'Alfasud Caimano è stata presentata al pubblico insieme alla Berlina durante la 53a edizione del Salone dell'Auto di Torino nel 1971. È stata progettata da Giugaro. Il pubblico rimase impressionato di come il telaio del Alfasud fu modificato. Sotto l'enorme parabrezza che si presentava come una cupola si trova una coupé due posti con un posto guida straordinario.
Per accedere all'abitacolo era necessario sollevare l'unità parabrezza-porta, ai passeggeri, saltava all'occhio l'inusuale strumentazione a cinque elementi. Invece della solita strumentazione che Alfa Romeo usava in ciascuna delle sue auto, Guigaro progettò indicatori rettangolari che informavano su velocità, giri, temperatura dell'acqua, pressione olio e il serbatoio del carburante. Sotto gli indicatori c'era una fila di spie di controllo. Il volante aveva solo due razze e si presentava come uno di quei volanti delle Ford Escort dei primi anni 1980. Conducente e passeggeri sedevano su sedili tipo sedia a sdraio. Finché il sole non splendeva questo era sicuramente un posto molto comodo ma non avendo l'aria condizionata, in presenza dei raggi solari, la Caimano diventava una casa di vetro con conseguenti temperature molto elevate. Il prototipo montava motore Boxer da 63 CV. Il design del cofano era un problema per Giugaro. In realtà voleva progettare una linea unica, senza interruzioni. Ma il motore Boxer non ha permesso questo. Quindi ci doveva essere una piega sul cofano. In caso si fosse voluto accendere le luci, i fari anteriori "occhi mobili" uscivano dal cofano. Sotto il vetro posteriore, che è costruito come una botola, vi è anche una sorta di bagagliaio. La Caimano è lunga 3.920 millimetri, larga 1650 mm e alta 1090 mm.
Se si vuole vedere più da vicino la Caimano, dovete visitare il Museo Storico Alfa Romeo di Arese, vicino a Milano.

BRT
12-04-2010, 02.01.12
Alfasud ESVAR e SVAR
Durante la 9a Conferenza tecnica Internazionale sugli Esperimenti di sicurezza dei veicoli a Kyoto, Giappone (novembre 1982), Alfa Romeo presentò due vetture sperimentali basate sulla Alfasud 1,5 Quadrifoglio Oro. ESVAR è stato costruito per risparmiare quanta più energia possibile. SVAR fu il prodotto degli studi gli ingegneri Alfa Romeo fecero al fine di migliorare la sicurezza e la protezione dei passeggeri in caso di incidente.

ESVAR
ESVAR (Energy Saving veicoli Alfa Romeo) è stato progettato per risparmiare carburante. Una diminuzione del consumo di carburante doveva essere ottenuta senza che il layout della vettura fosse diventato troppo costoso in vista di una produzione di massa. Quindi, in primo luogo, gli ingegneri cercarono di ridurre il consumo di combustibile mediante metodi classici e già noti. Modificarono i rapporti del cambio, ridussero la resistenza al rotolamento, ridussero il peso della vettura e ne migliorarono l'aerodinamica. La resistenza al rotolamento e la riduzione del peso (76 kg meno di una serie QO 1,5), fecero subito ottenere un buon miglioramento, ma solo con le modifiche aerodinamiche si sarebbe potuto ottenere la massima ottimizzazione. Per ridurre il cx a 0,33, gli ingegneri fecero uso di una presa d'aria frontale di maggiori dimensioni, coprimozzi speciali e uno spoiler posteriore. Il punto successivo da Ottimizzare fu il motore. Anche se i rapporti di trasmissione speciali potevano contribuire a una migliore efficienza del carburante, tutti gli sforzi non sarebbero serviti a nulla senza una migliore prestazione del motore. Per ottenere una potenza maggiore e una coppia massima più elevata con un consumo di carburante inferiore, il carburante doveva essere bruciato in modo più completo. Così il motore di 1.490 cm³ Boxer è stato dotato di una gestione elettronica del motore appositamente sviluppata ed iniezione della benzina. Un sistema di alimentazione del combustibile denominato CEM ad accensione controllata. I tempi di iniezione furono resi più ampiamente controllabili. Il microprocessore riuscì a dare al motore un lean-burn caratteristico. Il rapporto di compressione fu aumentato da 9,5:1 a 10,2:1. A proposito di gas di scarico, le emissioni diminuirono notevolmente. In più fu introdotto un sistema di taglio, in grado di fermare l'iniezione di benzina durante il colpo di pistone. Ma CEM è stato ancora capace di fare di più. Mai prima nella storia dei motori a benzina, un 1500 cm ³ motore a quattro cilindri è stato dotato di un sistema di arresto cilindro. Durante le fasi di carico leggero e al minimo, CEM arrestava due dei quattro cilindri. Sensori nei porti induzione connessi l'angolo delle valvole a farfalla alla velocità del motore e allo stato di anticipo di accensione e automaticamente tagliato fuori due cilindri quando possibile.
Il risultato di tutti i miglioramenti sul motore era una coppia molto più alto. La potenza rimase la stessa (95 CV), ma la potenza massima era ora sviluppata a 5400 giri/min anziché a 6000 giri/min. Grazie a tutte le migliorie aerodinamiche, la ESVAR, poteva raggiungere una velocità massima di 185 km/h a fronte dei 174 km/h fatti segnare dalla 1,5 QO
Il peso ridotto della vettura consentì una migliore accelerazione: ESVAR permetteva di accelerare da 0 a 100 km/h in 9,8 sec. invece di 10,7 e percorrere un chilometro in 1,25 secondi in meno rispetto ad una 1,5 QO.
Naturalmente, il consumo di carburante è stato ridotto, anche: solo 7,7 litri ogni 100 km nel ciclo urbano, 5 litri ogni 100 km a 90km/h (extraurbano) e ad una velocità costante di 100 km/h sono stati necessari 5,6 per percorrere 100 km.

SVAR
SVAR (Sintesi del veicolo Alfa Romeo) usò tutti i miglioramenti di ESVAR, ma era in realtà destinato a dare ai passeggeri più sicurezza attiva e passiva. Perciò, gli ingegneri collocarono longitudinalmente il motore e delle sezioni in lega per l'irrigidimento delle porte. Oggi questa caratteristica è conosciuta come la protezione laterale in caso di impatto ed è diventata dotazione Standard su quasi tutte le auto. Il telaio era irrigidito con rinforzi in lega aggiuntivi per ottenere una migliore sicurezza dei passeggeri in caso di impatti anteriori e posteriori ad alta velocità. Specialmente la parte anteriore della vettura beneficiò di questa rinforzi. Anche Il tetto rinforzato e un nuovo pannello del cofano ridisegnato contribuirono a migliorare la sicurezza in caso di impatto. Mentre lo sviluppo aerodinamico su ESVAR mirava ad un consumo ridotto di carburante, SVAR è stato sviluppato per ottenere un migliore coefficiente di resistenza. L'effetto del vento laterale sul corpo e maneggevolezza della vettura è stato un altro punto che è stato migliorato. Il nuovo alettone ridisegnato avrebbe dovuto contribuire a una maggiore stabilità a velocità molto elevate.
Tutti gli inspessimenti e le altre misure aumentarono il peso a vuoto di 54 kg. La SVAR raggiuse la stessa velocità maddima della ESVAR. Solo i tempi di accelerazione cambiarono, la SVAR risultò un un po 'più lenta (10,1 secondi da 0 a 100 km / h). Nel percorrere il km da fermo la Svar impiegava circa mezzo secondo in più. Certo, la SVAR non fu costruita per essere dimenticata in un museo. Fu sottoposta ad un duro crash-test per verificarne i miglioramenti in termini di sicurezza. Essa dovette far fronte ad un urto frontale a 40 mph contro ad una barriera angolata di 30 gradi. E questo senza una perdita di carburante o una porta che si spalancò. Ma la povera Svar fu costretta a subire anche di peggio... Il successivo test fu un urto laterale 50 km/h che dovrebbe concludersi senza alcuna apertura delle porte, senza deformazioni del telaio o fuoriuscite di carburante.
Entrambi i prototipi furono testati anche sulla pista di prova privata dell'Alfa Romeo a Balocco per controllare se una qualsiasi delle migliorie aveva cambiato le caratteristiche di tenuta di strada di base delle vetture. ESVAR e SVAR montavano già l'impianto frenante di Alfa 33 con dischi anteriori e tamburi posteriori che poi troveremo anche sulle Sprint. Fu inoltre inserito nei due prototipi il nuovo assale posteriore dell'Alfa 33 .
Nel frattempo la maggior parte dei miglioramenti sono diventate dotazioni Standard in ogni Alfa Romeo

BRT
12-04-2010, 02.29.37
Sprint 6V
L'Alfasud Sprint 6V fu il risultato di un'idea che ebbero i tecnici Alfa nel 1983. Volevano progettare una nuova auto da corsa, che avrebbe dovuto debuttare nel nuovo Gruppo B della FIFA. I potenziali avversari sarebbero state la Peugeot 205 Turbo 16, la Renault 5 Turbo o la Ferrari 288 GTO e la Porsche 959.
Per ottenere il permesso di partire nel gruppo B, era necessario che 200 esemplari fossero prodotti e destinati al mercato ufficiale. Dopo la produzione di diversi prototipi pre-serie, l'Alfa fermò il progetto. Vendere 200 6V Sprint non sarebbe stato un problema, ma Alfa Romeo ha avuto problemi più seri per far fronte in questo periodo. La situazione finanziaria negativa dello stato di proprietà del gruppo IRI, socio Alfa Romeo, la sua immagine debole - risultato di gravi problemi di qualità - resero di fatto impossibile la realizzazione.
Le differenze tecniche dei 6V Sprint rispetto ad un abituale Sprint erano estreme. Invece del motore Boxer anteriore, la vettura era equipaggiata con il 2.5 V6 della GTV6 2.5. Il motore aveva trovato posto nell'abitacolo della vettura (alle spalle di guidatore e passeggero). Ciò rese la 6V una due posti. Per ottenere una cabina più silenziosa, il vano motore posteriore era separato dai sedili da un vetro. Il lunotto posteriore è stato rimosso. Un pannello di plastica come quello della Lamborghini Miura prese il suo posto. Questo dispositivo doveva assicurare un adeguato raffreddamento al motore. Un'altra presa d'aria è stata inserita nello spoiler posteriore. Il pilota sedeva in un abitacolo veramente di lusso. Sedili avvolgenti in pelle, volante in pelle MOMO, una speciale console sulla plancia rivestita in pelle, pavimento e il tappeto rosso distingue il 6V dalle altre con motore Boxer. C'erano anche i finestrini anteriori elettrici, tachimetro e contagiri rossi rafforzavano l'aspetto sportivo. Passaruota allargati, cerchi in lega, una presa d'aria anteriore e uno spoiler posteriore speciale, paraurti in tinta carrozzeria, specchi più piccoli. Il 6V era facilmente distinguibile dalle altre sprint dotate del più usuale Boxer. Non si conosce il numero esatto di prototipi di questa Sprint molto. Il Museo Storico possiede ancora una versione diversa del 6V che ha un equipaggiamento meno lussuoso, ha una marmitta diversa con due tubi singoli, ruote e spoiler posteriore diversi e la parte posteriore della vettura completamente diversa. La vettura deve essere stata un vero missile che è stato in grado di raggiungere una velocità massima di 133 mph. Se fosse stata prodotta, sarebbe stato un vero sogno per ogni appassionato di Alfa.

BRT
12-04-2010, 03.04.15
Sprint Targa
E' esisitita anche una Sprint Targa (per un tempo molto breve)! Purtroppo il corpo della vettura non era sufficientemente rigido dopo che parte del tetto fu rimossa così che il TÜV tedesco, che deve consentire questo tipo di modifiche della carrozzeria, si rifiutò rifiutato di dargli un'omologazione stradale. E così la questa Targa ricevette un tetto metallico diventando un coupé però con un peso a vuoto aumentato - a causa del suo passato.
Mi incominciamo dall'inizio. Verso la metà degli anni settanta correva voce che Alfa Romeo in Italia aveva previsto di produrre una decappottabile sulle basi della Alfasud. La concept car di una decappottabile Sprint si era già vista al Salone di Torino. Purtroppo non entrò mai in produzione. Alfa temeva che avrebbe potuto competere con l'Alfa Spider. In un momento in cui un certo Ralph Nader aveva pubblicato il suo libro "non sicura a qualsiasi velocità", che fece notare gli effetti di una disastrosa caduta (ribaltamento) di una roadster, questa fu forse una decisione saggia.
Ma il concessionario e produttore di ruote in lega Alfa Romeo tedesco, Zender ebbe il coraggio di aprire una Sprint. Una Targa è stata molto più facile da realizzare rispetto ad una vera e propria cabriolet. Un simile convertibile open-top esisteva in Francia. L'auto perse rigidità a causa della mancanza del tetto e anche il montaggio di un tetto rigido addizzionale non fu in grado di eguagliare la stabilità della vettura col tetto. L'unico risultato è stato un peso a vuoto aumentato.
Naturalmente Zender non sarebbe Zender se avesse fatto solo la versione Targa di una coupé. Alcuni sforzi "cosmetici" cambiarono l'aspetto della vettura. La prima cosa che si nota sono i cerchi in lega "Zender Turbo". Naturalmente paraurti anteriore e posteriore, lo spoiler posteriore e le minigonne erano fatte da Zender. Quelle consentirono di dare alla Sprint un look molto più moderno. La Sprint avrebbe potuto sopravvivere fino ai primi anni novanta con quel look interiore. Anche gli interni furono modificati da Zender. Ciò significa che i sedili e le porte ricevettero una tappezzeria in Alcantara rosso e nero. Alzacristalli elettrici erano di serie.
Dopo che la macchina ricevette un solido tetto (acciaio) è stata coinvolta in un grave incidente nella regione di Colone. Purtroppo la Sprint poi trovato la sua strada verso la rottamazione. Il proprietario cambiò spesso i cerchi in lega. Oltre alle ruote Zender, la Sprint anche corse con ruote Ronal per esempio.
Ma questa è un'altra storia ...
Forse Alfa Romeo avrebbe dovuto aggiungere un'altra convertibile alla sua gamma. Una variante possibile della gamma Alfasud? Oggi, le sprint, rare, sono le Alfasud più costose. Sprint può valere tre volte di più rispetto ad una Alfasud Berlina. Che valore avrebbe una vera e propria Sprint convertibile ai giorni nostri?

BRT
12-04-2010, 11.30.41
Alfasud Sprint Veloce B&B
La showcar Alfasud Sprint B&B è stata presentata al pubblico al Salone di Torino nel 1982. La rivista automobilistica italiana "Auto Capital", aveva suggerito la costruzione di una Alfasud Sprint modificata. Come base fu utilizzata una Alfasud Sprint Veloce 1,5 bianca. Auto Capital affidò allo stilista tedesco Rainer Buchmann e alla società B&B, con sede a Francoforte la rielaborazione della Alfasud Sprint. Buchmann e la sua squadra erano conosciuti per le modifiche e la riprogettazione di automobili in esclusiva per i VIP. La Sprint B&B mirava ad un piccola ma esclusiva fascia di clientela che si sarebbe potuta permettere una piccola coupé sportiva con caratteristiche tanto esclusive.
Buchmann usò la Sprint Trofeo da gara come esempio per la riprogettazione. Sostituì il paraurti anteriore cromato con il paraurti in plastica della Alfasud Ti terza serie e integrò alle loro estremità dei passaruota allargati. Una piccola presa d'aria frontale fu aggiunta al frontale della Sprint.Anche il paraurti posteriore fu sostituito con quello in plastica della Alfasud Ti terza serie. Alle estremità del paraurti furono integrati passaruota allargati. Lo scudetto cromato fu dipinto in nero come tutti gli altri dettagli cromati del corpo. Buchmann modificò anche la griglia del radiatore e sostituite le strisce cromate tra scudetto e luci anteriori con due grandi coperture in plastica che furono verniciate in tinta con la carrozzeria. Il vecchio specchietto fu sostituito da uno specchietto Vitaloni in tinta. Furono montati speciali cerchi in lega leggera. Infine Buchmann verniciò la Sprint con una speciale vernice blu doppio effetto. Furono aggiunti alla vernice micro cristalli di titanio in modo che la vernice cambiasse colore a seconda delle diverse intensità di luce che avrebbero raggiunto l'auto. La cosiddetta vernice iridescente assomigliava alla vernice Audi usata nei primi anni 1990 per la sua vernice madre-perla.
Il motore e le sospensioni della Alfasud Sprint B&B rimasero invariate. Le uniche parti meccaniche che furono modificate da Buchmüller furono i cerchi e lo scarico che fu sostituito con uno scarico sportivo.
L'interno della Sprint B&B fu ancora più esclusivamente modificato rispetto all'esterno. Buchmann installò appositi sedili sportivi avvolgenti König rivestiti in fine Alcantara grigio. Alcantara fu utilizzato anche per rivestire il cruscotto, pannelli delle portiere, consolle centrale e il ripiano dietro i sedili anteriori. Presumibilmente essi non erano ancora pronti quando furono scattate le foto del comunicato stampa. Oltre ai pezzi di Alcantara, fu montato un volante in pelle di minori dimensioni. Lo specialista B&B per la parte hi-fi car installò dodici altoparlanti Blaupunkt e una radio Blaupunkt Atlanta SCR 22 4x20 Watt, con display LCD e di inversione automatica di cassette (auto reverse) nella Sprint che a quel tempo era il top di gamma. Otto dei dodici altoparlanti sono stati installati in un pannello che fu appositamente realizzato da B&B e posto nel bagagliaio così il vano bagagli diminuì notevolmente. Gli altri quattro altoparlanti furono montati nei pannelli porta. B&B rimosse i sedili posteriori e al suo posto installò uno speciale vano che riempiva la zona tra il pannello diffusore i sedili anteriori. Questo vano e il suo coperchio erano rivestiti di Alcantara.
L'Alfasud Sprint Veloce B&B è stata la prima collaborazione tra Rainer Buchmann e una casa costruttrice di automobili straniera (non-tedesco). Dopo la sua apparizione a Torino, la Sprint B&B Sprint cadde nell'oblio. Nei primi anni 2000 apparve in un concessionario di auto d'epoca milanese. Il suo contakm segnava 13,000 km

BRT
12-04-2010, 12.16.38
Il giocattolo
Forse adesso penserete "Cosa diavolo è questa vettura a che cosa ha a che fare con una Alfasud?" Bene, infatti la Giocattolo è un Alfa Romeo con un potente motore australiano. Il concetto dimostra molti paralleli con l'Alfa Romeo Sprint 6V del Gruppo B di sperimentazione che non entrò mai in produzione.
Il Giocattolo gruppo B fu una vettura super sportiva australiana che si basava sul telaio Alfa Romeo Sprint. Nei primi mesi del 1986, Paul Halstead e l'ingegnere di Formula 1 Barry Lock iniziarono il loro progetto di una Sprint a motore centrale-posteriore con trazione integrale. Fu progettata per integrare il classico motore V6 Alfa, con una capacità di 2,5 litri - che era utilizzato nel GTV6 2.5 - dietro i sedili anteriori. Entro la fine del 1986 il prototipo era pronto per un primo test drive. L'ingegnere Bary Lock aveva sostituito i freni di serie con degli appositamente realizzati dal famoso specialista italiano Brembo. La sospensione rimase quella Alfa Romeo. Per far fronte con il motore V6, nel centro della vettura, il telaio tutto venne rinforzato. Fu montato un cambio ZF a cinque rapporti per consentire di sfruttare su strada tutta la potenza del motore.
Quando Lock e Halstead finirono il lavoro sul primo Giocattolo, ci furono dei problemi. Alfa Romeo non poteva dare garanzia per un approvvigionamento sufficiente di motori 2.5 V6. Il motore 3.0 V6 che è stato introdotto con l'Alfa 164 si rivelò troppo costoso. Così i padri del Giocattolo optato per un V8 da 5,0 litri iniezione che è stato preso da una Holden Commodore. Gli europei conoscono la Holden Commodore come Opel Omega. Questo motore potè offrire enorme potenza 220 kW/300 CV e ha sviluppava una coppia di 500 Nm. Con questo motore la Giocattolo entrò in produzione. Aveva un peso di 1085 kg, è stata una vera e propria minaccia per i suoi avversari come Porsche, Ferrari o Lamborghini. Il potente V8 consentiva di accelerare da fermo a 100 km/h in 5,4 secondi. Essa copriva i 400 metri in 13,5 secondi e aveva una velocità massima limitata elettronicamente di 250 km/h.. Alcune persone dicono che era più veloce di una delle prime Lamborghini Countach, nell'accelerare da 0 a 100 km/h.
Con il Giocattolo, l'Australia potè essere fiera della sua prima supercar. Solo nel quarto di miglio che era leggermente più lento di un contemporaneo Porsche 911 Turbo. Differenziale a slittamento limitato, la sospensione posteriore in stile Formula 1, pneumatici posteriori Pirelli P7R 285/40 VR 15 su cerchi in lega composita 10"x 8" e trazione posteriore davano sicurezza in tutte le situazioni. Con la sua sospensione ad alta tecnologia si diceva che avesse un comportamento in pista superbo.
I potenziali acquirenti dovettero spendere un minimo di 80.000 A $ per poter entrare in possesso di un giocattolo. Il corpo della Sprint era dotato di ampi passaruota anteriori e posteriori in kevlar. Barry Lock usò un sacco di componenti in kevlar per contenere il peso della macchina. Così il cofano motore e la paratia erano fatti di kevlar e fibra di carbonio. Un grande spoiler posteriore sul cofano del bagagliaio assicurava sufficiente forza verso il basso ad alta velocità. La vernice aveva una finitura brillante. La brochure di vendita ufficiali orgogliosamente sosteneva che la vettura è stata testata nelle condizioni più difficili a Ayers Rock e Lang Lang Proving Ground per tre anni prima della sua messa in produzione. La brochure informava il lettore circa il fatto che il Giocattolo era prodotta artigianalmente a Caloundra "sulla splendida Costa del Queensland".
L'interno offriva lusso allo stato puro (rispetto a una Alfa Romeo Sprint di serie). I costruttori del Giocattolo utilizzarono i migliori componenti disponibili. Interno in pelle, l'intera plancia, la consolle centrale, le porte e i sedili Recaro erano rivestiti in pelle. Alzacristalli elettrici e aria condizionata facevano parte della dotazione. Il conducente poteva controllare le funzioni della vettura, la velocità e giri su una strumentazione VDO dotata di indicatori e strumenti. Volante in pelle Momo, autoradio stereo a quattro canali e chiusura centralizzata erano di serie. Per avere spazio sufficiente per tutti gli strumenti, il cruscotto della Sprint ricevette un nuovo quadro strumenti. fu anche installata dai progettisti del Giocattolo una consolle centrale con freno di stazionamento a leva integrato.
Purtroppo la macchina non ebbe molto successo e così vennero costruite solo 15 vetture. Poco dopo l'Alfa Romeo fermò la produzione della Sprint e così anche la produzione del Giocattolo si dovette fermare. Bears Brisbane per esempio era il proprietario di una di queste grandi auto sportive, che potrebbe arrivare a 200 km/h in 11,1 secondi. Un esemplare di Giocattolo fu messo a punto per arrivare fino a 400 CV. Ciò ha permesso di coprire lo 0-100 km/h in 3,8 secondi. Una Suzuki Haiabusa non è molto più veloce. C'è chi ha criticato il Giocattolo per essere troppo Alfa Romeo. Ma questi "Giocattoli" oggi sono diventati costosi. Più di 100,000 A $ sono già stati spesi acquistare questa supercar australiana.
Anche la polizia australiana ne possedeva uno con luci lampeggianti blu sul tetto. Sfuggire un funzionario di polizia alla guida di un giocattolo era sicuramente impossibile.
Molte Giocattolo sono state utilizzate anche in pista. La maggior parte delle vetture sono state modificate dai loro proprietari. Speriamo che tutto rimarrà funzionante! Forza Giocattolo!

BRT
26-04-2010, 13.15.14
Veniamo ora alle foto...

BRT
26-04-2010, 13.18.17
atre foto di Alfasud

BRT
26-04-2010, 13.20.54
continuiamo con le foto

BRT
26-04-2010, 13.23.01
foto foto foto

BRT
26-04-2010, 13.30.12
ancora foto.

BRT
26-04-2010, 13.32.54
footo footo

BRT
26-04-2010, 13.35.25
continuiamo con le foto

BRT
26-04-2010, 13.38.50
continuano le foto

BRT
26-04-2010, 13.42.26
foto foto e ancora foto

biscione69
10-05-2010, 21.48.04
-ok- complimenti per la(boxer) -carrellata di notizie e schede tecniche!
è sempre un piacere rispolverare la storia di modelli che hanno fatto grande il nostro marchio-ok-
Saluti-ciao-

BRT
16-05-2010, 14.34.58
-ok- complimenti per la(boxer) -carrellata di notizie e schede tecniche!
è sempre un piacere rispolverare la storia di modelli che hanno fatto grande il nostro marchio-ok-
Saluti-ciao-

Diciamo che l'Alfasud non ha contribuito molto a far grande il nosto marchio, è famosa solo per la ruggine!.. comunque sempre di Alfa si tratta, un'auto molto particolare ma che ha molti ammiratori (soprattutto fuori dall'Italia).
Se qualcuno avesse altre informazioni o altre foto (soprattutto degli interni) posti pure!
Per me è sempre un piacere condividere la mia passione e le mie conoscenze (seppur abbastanza ridotte) con altre persone!
Sono anche in possesso di diversi libretti uso e manutenzione per questa auto e anche della brochure originale dell'epoca.

BRT
14-06-2010, 18.04.11
Queste sono 3 foto di una sprint quadrifoglio verde.. quete dovrebbero essere delle 1.5, ma a parte il motore, dovrebbero essere uguali. ne ho postata anche una nera.

altre info le puoi trovare nella discussione che ho aperto io riguardante l'Alfasud.. da cui la Sprint deriva

http://forum.alfaclub.it/showthread.php?p=51741#post51741

-ciao--ciao-

BRT
14-06-2010, 18.13.22
aggiungo ancora qualche foto dell'Alfasud giardinetta...

.. l'ultima, quella bianca è la mia!
-ciao--ciao-

Esteta
14-06-2010, 18.33.56
In effetti si tratta di un pezzo raro
e non se ne trovano neanche tante di foto...

...se vuoi qualche informazione più dettagliata ti consiglio l'articolo che questo mese Ruoteclassiche ha dedicato a una prima serie...

Comunque BRT per esser più precisi la Sprint seconda serie aveva più affinità con la 33 che con la Sud-ok-

Esteta
15-06-2010, 19.02.02
Ecco i numeri di telaio delle QV seconda serie:

1983
Sprint QV ZAS902A50*05099000 to *05114300

1984
Sprint QV ZAS902A50*05114301 to *05120500

1985
Sprint QV ZAS902A50*05120501 to *05124899

1986
Sprint QV ZAS902A50*05124900 to *05128600